Recensione: GAZZELLE – Punk

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di Ringo Starz


Un commento su YouTube dice pressappoco così: “Ragazze, vi prego, non dategliela, così continua a fare canzoni tristi“. Tralasciando la “memorabilità” dell’autore, la cui candidatura a presidente di tutto il mondo probabilmente verrà presto resa pubblica, c’è un fondo di verità nella battuta stessa.
Gazzelle, già con Superbattito prima e con l’ampliamento Megasuperbattito poi, aveva messo bene in chiaro che l’atteggiamento un po’ scazzato, unito al pop sintetico molto 2017 e quell’effetto sulla voce (sempre lo stesso) rappresentavano una ricetta vincente. Poi, di punto in bianco arriva Punk, che suona come il tentativo del suo creatore di non perdere la cresta dell’onda e di continuare ad accumulare adepti in una scena itPOP sempre più densa.

Nove brani, di cui due già presentati nei mesi scorsi, che raccontano l’evoluzione dell’autore, che c’è e che interessa specialmente la sfera musicale. Punk, infatti, è decisamente più “suonato” del suo predecessore, non nasconde l’amore smisurato di chi scrive per il BritPop (e non solo quello degli anni ’90, ma anche e soprattutto del decennio successivo), specie quando scandisce il ritmo dei pezzi con ampi accordi di tastiera opportunamente rafforzati dal sustain.
I temi sono quelli cari a Gazzelle: solitudine, freddo, amori andati a puttane o in procinto di andarci, ma c’è qualcosa di magnetico nel susseguirsi delle tracce. Se Tutta la vitaSopra (per quanto interessanti) avevano l’aria di essere un po’ “decontestualizzate”, una volta  inserite all’interno della raccolta e unite in successione ad altri brani (fra tutti SMPP, Non c’è niente, OMG) guadagnano forza. Ci sono sincerità, schiettezza, e spontaneità nel songwriting, specie quando a una manciata di secondi dal termine di SMPP, viene lanciato un quanto mai desiderato “Scopiamo, dai!” con la stessa leggerezza con cui avrebbe potuto lanciare in versi di shakesperiana ispirazione la più bella dichiarazione d’amore.

Naturalmente i detrattori più spietati dell’itPOP troveranno in questo disco l’ennesima occasione per avvalorare le proprie tesi. Sì, perché Punk ne è una delle rappresentazioni più lampanti. Ha tutte le caratteristiche, le ispirazioni, le atmosfere e gli atteggiamenti che accompagnano questa nuova evoluzione di genere. La leggerezza mista all’intensità, alle capacità di scrittura indiscusse del buon Flavio, ci portano a consigliare questo disco, che con appena 9 tracce fila via che è una meraviglia e tiene botta fino all’ultimo accompagnandoci verso il finale passando prima per la sua punta di diamante: Scintille.

8/10

PEZZO MIGLIORE: Scintille
DA ASCOLTARE: Smpp, Sopra, Tutta la vita, Non c’è niente, OMG.


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