Recensione: SCARDA – Tormentone

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Un disco dal titolo benaugurante, ma che indica il grande tormento che per me è stato“. Esordisce così Scarda parlando del suo ultimo album pubblicato per Bianca Dischi. Il cantautore napoletano di origine, calabrese d’adozione e ora di stanza a Roma ci ha messo davvero anima e corpo, questo è innegabile. Dopo aver firmato la colonna sonora della fortunata serie Smetto quando voglio ha deciso di mettersi sotto e di sfornare un disco di otto interessanti canzoni. Si parla d’amore in questa raccolta dal sapore cantautorale ma volutamente vicina al pop. Ecco dunque che nel panorama indipendente la voce di Scarda, graffiata al limite della disfonia, ci fa dire che “Sì, teniamoci stretto ‘sto Tormentone”. Innanzitutto per l’impegno profuso dal suo autore soprattutto in tema di scelta dei suoni, curati personalmente insieme a Nicola D’Amati. Un altro figlio del brit-pop Scarda, che fa della linearità, dell’atmosfera dolceamara e delle chitarre onnipresenti il punto di forza dei suoi pezzi. Si diverte a giocare con le rime, quasi rigorosamente alternate (e non sempre originalissime, a dire il vero).
Se Bianca è innegabilmente la punta di diamante, pezzi come Mai o Palazzina gialla meritano qualcosa più di un ascolto distratto. Potenziale pezzo radiofonico anche la “carboniana” Giulia, mentre Non relazione, il singolo che lancia il disco, può definirsi quasi un reprise della stessa.
Il personaggio Scarda è il prototipo del cantautore indie di questi ormai tramontanti anni ’10 del ventunesimo secolo. Nell’aspetto, nel songwriting, nell’attitudine e soprattutto nel guardarsi bene dal correggere eventuali cadenze e caratteristiche dialettali come le “S”, che definire sorde è un eufemismo.
È già in tour con 9 date nelle principali città italiane dove potrà toccare con mano se il pubblico avrà già riservato a questo disco un posto speciale. Per quanto ci riguarda, pur avendo sperato in qualche pezzo in più, esame più che superato.

7/10

PEZZO MIGLIORE: Bianca
DA ASCOLTARE: Giulia, Palazzina gialla, Mai, Sorriso

 

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Un commento su “Recensione: SCARDA – Tormentone

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