Recensione: YOU ME AT SIX – VI

Cambiano rotta (ma neanche troppo) gli You Me At Six con il nuovo album VI mescolando la ricetta che li ha resi vincenti in patria e non con una spruzzata di frizzante alternative-rock. Un disco colorato come la sua copertina e che rispetto al precedente Night people non punta sull’omogeneità, ma sul mettere insieme un mix che rappresenta la volontà della band di fare un passo verso la musica “che conta”.

Il risultato è interessante ma non privo di ombre. Il rock resta l’elemento base su cui strutturare la tracklist, come dimostrano fin da subito Fast forward, Straight to my head e Miracle in the mourning. Back again e 3AM, invece, rappresentano i due riusciti pit-stop in aree più spiccatamente alternative. A dare una netta (ma non ruffiana) strizzatina d’occhio al mondo radiofonico ci pensa la speranzosa Pray for me. Nessun acuto, tuttavia, dal punto di vista delle liriche, che non vanno mai oltre il minimo sindacale. E nonostante lo sforzo di rendere il disco più catchy possibile sfoderando bei suoni e linee melodiche spesso accattivanti, non siamo rimasti praticamente mai a bocca aperta.

Restano due elementi forti che i fan sapranno apprezzare ovvero la precisa volontà di rendere ogni pezzo un piccolo mondo a sé stante e la netta sensazione che almeno la metà delle canzoni di questo disco sia stata confezionata per spaccare dal vivo. E sarà senz’altro così quando si esibiranno per la loro unica data italiana a Milano il 1º Febbraio al Santeria Social Club.

6.5/10

PEZZO MIGLIORE: Back again
DA ASCOLTARE: Straight to my head, Miracle in the mourning, 3AM, Pray for me

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