Recensione: CHVRCHES – Love is dead *****

chvrches-love-is-dead-2018.jpgFare belle canzoni, orecchiabili, che riescano a coinvolgere il pubblico in modo trasversale e che magari sappiano anche emozionare al tempo stesso è caratteristica e qualità di pochi. Ancor più lo è fare un album di belle canzoni. Laddove nel pop tutto sembra essere stato detto, scritto e cantato c’è ancora spazio per qualche gioiellino in formato long playing. Chvrches, pur svelandone praticamente metà del suo contenuto fra singoli e anteprime, hanno confezionato un disco in pieno stile synth-pop ricco di contenuti ed emotività.

Love is dead, che dal titolo sembrerebbe avere le pretese di un manifesto, è una miscela composta da 13 pezzi di altissima fattura che non casualmente esce a ridosso della stagione estiva. È un disco positivo, nonostante i temi spazino arrivando anche alla difficile situazione politica europea: dalla sfiducia delle gente fino alla terribile emergenza umanitaria che ci sconvolge. A creare il collante magico fra tutti questi elementi ci pensano la voce di Lauren Mayberry, un soffio di meraviglia e di speranza, e la produzione messa a punto dal grande Greg Kurstin. E sono decisamente questi due i punti di forza di un disco che ha personalità e quel quid che lo rende molto più accattivante rispetto al resto della produzione pop del momento.

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Graffiti apre con il sound che contraddistinguerà tutta l’identità sonora dei pezzi successivi. Anche Get out, che avevamo inserito nella playlist di Febbraio, tiene fede all’impressione che avevamo avuto già all’epoca: freschezza, positività, buone energie. Il tutto spezzato da My enemy, il suggestivo duetto con Matt Behringer dei National, già nei New Sound di Marzo. E se a giocare con i riverberi e gli effetti della voce ci pensano le radiofoniche Forever e il singolo Never say diein Miracle è l’interpretazione di Lauren a giocare un ruolo da protagonista. E il bello di Love is dead è che non molla il piglio nemmeno una volta oltrepassata la metà. Graves Heaven/Hell scivolano via che è un piacere, nonostante quest’ultima superi i cinque minuti di durata e i suoi temi vadano a grattare oltre la superficie, cosa che invece non succedeva nei precedenti album della band. E smettiamola di dire che il pop è un genere minore. Quando sa regalare emozioni e dare colore alle giornate, qualsiasi musica ha senso di esistere. Così come non siamo sempre concentrati e seri, ma abbiamo momenti più leggeri, così tra i Pink Floyd e John Coltrane, c’è tempo anche per l’ascolto di quest’ultimo disco dei Chvrches.

Love is dead è l’album pop per eccellenza. Una bomba a orologeria in cui il grandissimo lavoro di produzione di Greg Kurstin è impreziosito dallo straordinario lavoro dei Chvrches, con un plauso particolare a Lauren Mayberry, attualmente fra le primissime pop-star donne in circolazione. Un disco fresco, positivo, pronto a stigmatizzare i tempi confusi in cui viviamo e con delle ottime trovate, fra cui il duetto con lo schivo Matt Behringer. Love is dead è pronto per suonare nelle vostre auto e per regalarvi momenti pop di pregevolissima fattura.

IL NOSTRO PEZZO PREFERITOHeaven/Hell
CONSIGLIATIGraffiti, Get out, My enemy, Forever, Never say die, Miracle, Graves.

 

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2 commenti su “Recensione: CHVRCHES – Love is dead *****

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