Recensione: WE ARE SCIENTISTS – Megaplex ***

8672469.jpgA due anni da Helter Seltzer gli americani We are Scientists decidono di affiancare alla loro attitudine più rock una componente elettronica mai troppo invadente che li rende più associabili ad una moderna band del panorama indie internazionale. Ciononostante la loro tendenza plug and play non viene meno ed è ben presente in brani come Notes in a bottle o il singolo Your light has changed, presente anche nella nostra playlist di marzo. È un disco gradevole all’ascolto che scorre bene, senza acuti stratosferici, ma senza bruschi cali di ritmo. È omogeneo quanto basta anche nella ricerca dei suoni e ha di fondo una freschezza che lo rende gradevole anche come ascolto in background.we-are-sci-e1525370737993.jpg

Dopo i fasti dei primi pezzi arriva qualche momento meno esaltante come No wait at five leaves che richiama nell’energia e nei suoni le band alternative dell’inizio di questo decennio. Ci prova Not another world a scuotere un po’ gli animi e ci riesce senza dubbio, per poi ridiscendere nuovamente la china con Now or never, quasi un pezzo alla Lenny Kravitz anni 2000 e la chiusura che non segna colpi memorabili.

Il disco è ricco di momenti interessanti che scalfiscono ma non affondano la lama. Seppur non memorabile nel complesso, i ritornelli sanno come farsi canticchiare fin dai primissimi ascolti. I We are scientists hanno dalla loro il merito di aver tentato nuove strade e di avere come frecce nel loro arco dei singoli potenti e la personalità portata dall’esperienza. ***

IL NOSTRO PEZZO PREFERITOYour light has changed
CONSIGLIATI: One in one out, Notes in a bottle, Not another world.

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