Recensione: THE FRATELLIS – In your own sweet time ****

https_%2F%2Fimages.genius.com%2F11cc02a7d05d3915576881aedaf6277e.1000x1000x1.jpg

Che fatica! E quanta attesa! I soliti tre anni prima di poter scartare di nuovo un loro CD! Sì, il buon vecchio “compact”, perché noi siamo un po’ all’antica. Ma è così, d’altronde: quando ti approcci ai Fratellis bisogna farlo con un po’ di spirito retrò, se non altro nel rituale dell’ascolto. Perché questo incipit? Perché, pur non essendoci alcuna evoluzione stilistica degna di nota, nel nuovo lavoro di Jon, Barry e Mince, c’è esattamente quello che desideri da un loro album: divertimento in salsa indie/rock, una miscellanea di atmosfere che attraversa tutta la storia del rock sin dagli anni ’50 e chitarre a tutto spiano. E così la band di Glasgow si presenta all’appuntamento con la quinta fatica discografica in forma smagliante, giocando con la formula che rappresenta il loro inequivocabile marchio di fabbrica. Hanno fatto (e molto bene) senza strafare, compensando alla mancanza di hit spaventose alla Chelsea dagger, per intenderci, con una raccolta di pezzi di grandissima varietà, adatti a tutte le situazioni.

the-fratellis

La prima carta giocata è quella a loro più affine, un po’ caciarona e ironica, che è Stand up tragedy, come a dire “Iniziamo leggeri, che poi piano piano…”. Ed effettivamente, subito dopo, arriva il brano più pop di tutta la raccolta (vogliamo chiamarlo così? Ma sì, dai!): la dolcissima Starcrossed loserspresente anche nella nostra playlist di febbraio.

Si esplorano territori amorosi anche nella seguente Sugartown dove le atmosfere anni ’60 la fanno da padrona, con tanto di coretti “Pan, pan-pan, pan-pan”. Fra i pezzi migliori c’è sicuramente Told you so in cui sembra quasi di ascoltare gli Suede di metà anni ’90. Ancora ironie d’amore in The next time we wed, in cui un marito fa il pieno di buoni propositi rimandandoli, però, alla “prossima volta che ci sposeremo”.

È un album che ha l’immediatezza data dalla carica innata della band, ma che per l’ascoltatore distratto potrebbe risultare sfuggente. Quindi non fatevi fregare: la varietà di mood e di atmosfere crea un amalgama davvero interessante, spezzando il ritmo dove serve per poi risalire di quota nei territori più rock, che, come vedremo fra poco, non sono più gli unici in cui i Fratellis si trovano perfettamente a loro agio.

Procedendo dunque con l’ascolto, arriva uno dei pezzi preferiti di chi vi scrive, Laughing gas, la cui vena punk della sua trama compositiva ben si sposa con la linea melodica tipica della canzone d’amore. Advaita shuffle, invece, è l’elemento nuovo dell’intera raccolta, in cui i tre giocano con diversi elementi del filone rock, fino ad arrivare a quel tocco “orientaleggiante” all’incrocio fra i Kasabian di Empire e i Kula Shaker. Questa val bene un ascolto, ma anche due! Si scende di intensità con I guess, I suppose Indestructible e si chiude planando con piacere su territori più soft, come anticipavamo poc’anzi. I am that, infatti, inizia come una Champagne Supernova del 2018 tra cori riverberati che sembrano provenire dallo spazio (o dai Beatles di Sgt. Pepper’s) e cresce acquisendo le venature tipiche dei R.E.M. Insomma, un gran bel pezzo, più lungo rispetto al resto e molto più strumentale, ma pregevolissimo.

In your own sweet time è stato uno degli album più attesi e, per fortuna, ne è valsa la pena, perché dietro la possibile etichetta di “ennesimo disco indie/rock stile The Fratellis” si cela invece un lavoro ben curato e ispirato, pieno di incroci interessanti, tutti appartenenti ai territori del rock. Tre quarti d’ora di grande varietà, senza mai scadere nella noia. Per i fan, ma adatto anche a chi non è mai andato oltre Chelsea dagger. ****

Pezzi migliori: Starcrossed losers, I’ve been blind, Laughing gas, Advaita shuffle, I am that.

Annunci

3 commenti su “Recensione: THE FRATELLIS – In your own sweet time ****

  1. Pingback: 8 album da mettere subito in valigia! – Summer Compilation

  2. Pingback: 8 album da mettere subito in valigia! – Summer Compilation

  3. Pingback: 10 album del 2018 consigliati da noi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: