Recensione: PUBLIC ACCESS TV – Street safari ****

ALBUM-ART-FINAL-DSP-1200x0-c-defaultDopo essere stati band di supporto di nomi piuttosto altisonanti come Green Day, Killers, Strokes e molti altri, e dopo un anno decisamente turbolento, riecco finalmente i Public Street Access, impacchettati a dovere per trasmetterci tutta la loro energia che affonda le radici nel mondo 80’s. Un anno difficile, dicevamo. Sì, perché i quattro giovani newyorkesi, nonostante i problemi di alcool e droga e la distruzione del loro quartier generale a causa di una fuga di gas, sono arrivati all’appuntamento decisivo del secondo album in grande forma con un progetto di  fortissimo impatto pop.

Dentro questo album c’è un po’ di tutto: dagli echi dei Duran Duran degli anni d’oro, (Told too much), al postpunk di Rough boy fino ai richiami più meno espliciti al Duca (ascoltate Meltdown e capirete). Accontentàti anche i palati che hanno assaporato il clou della new wave e quelli che, più vicini ai giorni nostri, apprezzano l’opera di band come i Phoenix (Your god and mine). Ma suonerebbe riduttivo riunire qui un’accozzaglia di rimandi più o meno plausibili: questa band ha la dote innata di saper creare con facilità  motivi che non si scollano più dalla testa. Non scadono mai nel melenso e, pur non giocando eccessivamente con i suoni, vantano arrangiamenti di qualità impreziositi dalle notevoli capacità interpretative del cantante e chitarrista John Eatherly.

Lungi dal volerlo fare, ma anche qualora fossimo tentati, risulterebbe difficile dire quale fra i pezzi di quest’album meriti meno attenzione. Molti i potenziali singoli, nonostante la band abbia puntato inizialmente su pezzi come Metrotech e la più scanzonata Lost in the game. Quel che è certo è che in questo nuovo lavoro si trova una band ispirata che probabilmente non verrà mai trasmessa dai network radiofonici nostrani, ma che può garantire un’ora di piacevole musica quando siete in viaggio, vi preparate per la vostra night out o siete in auto. E si perdonino i “consigli per gli acquisti”.

Da ascoltare: Your god and mine, Metrotech, Lost in the game, Metldown.

Street safari è un album leggero, ideale per l’easy listening ma non per questo poco curato o superficiale! Anzi! La grande dote di questi quattro ragazzi è quella di fare molto bene qualcosa che potrebbe ad un primo ascolto risultare solo un richiamo ai suoni del passato. Sicuramente uno degli album più interessanti ascoltati negli ultimi mesi. ****

 

 

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