I 5 stati d’animo che hanno reso grande Rino Gaetano

di Vasco B.



RABBIA

Ti ti ti

Ti dice chiaro e tondo, senza mezzi termini, che sta vivendo la tua stessa rabbia: quella degli emarginati borghesi che non hanno nemmeno la scusa della droga per star male, di chi ha avuto un’idea vera e bella ma non trova ascolto (Antifurto sicuro…muro), di chi non si sente più rappresentato dalla politica, di chi non si sente ascoltato e che quando la mente prende il volo si rende conto di essere rimasto solo, ma non è in grado di chiedere aiuto a nessuno.



TRISTEZZA

Tu, forse non essenzialmente tu

La solitudine che si autoalimenta, quella che avresti bisogno di un passaggio ma non puoi mentire a te stesso. Non puoi ammettere che lo vorresti per compagnia e non per trasporto perché, cavolo, i bus li conosci a memoria. La tristezza di un rapporto finito male, di chi ha scavato dentro di te e non ci ha trovato la persona che aveva idealizzato.



LIBERTÀ

Ad esempio a me piace il sud

Il desiderio di libertà di chi conosce la campagna italiana, del paesino del sud, quella sensazione che avevi da bambino quando rubavi le mele e poi scappavi, la libertà di riuscire a vedere la poesia e il bello nelle piccole cose. Ma come fare, non so, sì devo dirlo ma a chi… Rino l’ha detto a tutti noi.



SPERANZA

A mano a mano

La speranza di chi immagina un ritorno forse impossibile, un fiore in giardino che magari, a mano a mano, stando vicini, può tornare a fiorire e che, ancora una volta, ci permetterà di andare oltre le piccole miserie.



SENSUALITÀ

Sei ottavi

La poesia erotica del fiore bagnato di brina, la maestosità delicata del paesaggio alla tua finestra che proietta in un senso di pace nel quale amarsi.

Il potere di Rino Gaetano non è quello di saper urlare o dipingere una condizione, ma di capirla e di condividerne i pensieri. Non è punk e non è nemmeno rifiuto. Lui è sottile. Talmente sottile da aver preso in giro Sanremo e la politica a Sanremo, al punto da insinuarsi nelle case con la forza di un maremoto.
Rino Gaetano è un Fantozzi musicale, ma senza mai essere maldestro né perdere la dignità. Anzi, forte di un appeal che…avercene. Come lui, però, è l’ultimo degli emarginati che, a suo modo, ha saputo cantarci i più grandi sentimenti dell’essere umano come nessun altro avrebbe saputo fare.

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